MASSIMO PALANCA

Dopo aver segnato 18 gol col Camerino nel 1972 in Serie D, iniziò tra i professionisti in Serie C con il Frosinone. Con i gialloblù realizzò 17 reti in 38 incontri risultando il capocannoniere nel girone C della Serie C 1973-1974[2]. Nella stagione 1974-75 passò al Catanzaro. Al primo anno, sfiorò la promozione in serie A, perdendo, in campo neutro a Terni, lo spareggio promozione contro il Verona. L'anno seguente, tuttavia, ebbe modo di rifarsi, conquistando la sua prima promozione in serie A, seconda per il Catanzaro.

L'esordio in Serie A avvenne il 3 ottobre 1976 in Catanzaro-Napoli, chiusasi sullo 0-0. Fu capocannoniere della Serie B nella stagione 1977-78 con 18 reti, stagione culminata con la seconda promozione personale in massima Serie. L'anno seguente, si laureò capocannoniere della Coppa Italia 1978-1979, trascinando il Catanzaro fino alle semifinali. Sempre in quella stagione, rimasero nella memoria di tutti, catanzaresi e non, le tre reti (di cui una direttamente dal calcio d'angolo) segnate allo stadio Olimpico durante l'incontro con la Roma del 4 marzo 1979, finito 3-1 per i giallorossi di Calabria.

Il gol segnato direttamente dalla bandierina non è casuale per quello che a Catanzaro venne definito "L'imperatore" dalla Curva Ovest. In carriera ne ha segnati 13, tutti col piede sinistro. Il 19 dicembre 1979 giocò a Genova nella Nazionale "Sperimentale" di Enzo Bearzot, contro la Germania Ovest. Nella stagione più fortunata per la squadra calabrese (7º posto nel campionato di Serie A 1980-81), segnò 13 reti, risultando il miglior marcatore del campionato dietro a Pruzzo. È stato il miglior cannoniere del Catanzaro in Serie A con 37 reti. Le sue presenze complessive in giallorosso sono 331, le reti 115.[1]

 
Il tabellone dello Stadio Olimpico di Roma indicante la memorabile tripletta

Nella stagione 1981-82 venne ceduto al Napoli dove non riuscì più a realizzare i colpi che l'avevano reso famoso. Segnò un solo gol e l'anno successivo si trasferì in prestito al Como in Serie B, dove riuscì a segnare solo due volte (contro il Milan con una punizione il 5 dicembre,e contro il Campobasso su rigore il 5 giugno). Richiamato a Napoli, presunte incomprensioni con l'allenatore Rino Marchesi e un solo gol in diciannove incontri lo fecero precipitare in Serie C2 a Foligno, dove siglò 18 reti in 47 incontri tra il 1984 e il 1986.

Tornato a Catanzaro nella stagione 1986-87, in Serie C1, ritrovò lo smalto degli anni migliori, trascinando la squadra alla promozione con 17 reti in 29 gare, risultando anche il capocannoniere del torneo. A Catanzaro restò altre tre stagioni, in serie B, fino al suo ritiro dal calcio nel 1990 nelle quali realizzò 28 reti collezionando 97 presenze, mancando per un solo punto, nella stagione 1987-88, una nuova promozione in serie A (anche per via di un rigore sbagliato contro la Triestina).

In totale nella sua carriera ha collezionato, nei campionati professionistici, 478 presenze, di cui 147 in serie A, con 115 i gol messi a segno (39 in serie A). 36 sono state invece le presenze in Coppa Italia, con 22 gol. Ha conquistato 4 volte il titolo di capocannoniere: nel 1973/74 con il Frosinone in Serie C (18 reti in 38 partite); nel 1977/78 con l'U.S. Catanzaro in Serie B (18 reti in 32 partite); nel 1978/79 con l'U.S. Catanzaro in Coppa Italia con 8 reti in 7 partite; nel 1986/87 ancora con il Catanzaro in C1 (17 reti in 29 partite). Tre sono state le promozioni raggiunte, tutte con il Catanzaro: nel 1975/76 e nel 1977/78 dalla Serie B alla Serie A; nel 1986/87 dalla C1 alla Serie B.

Massimo Palanca
   
Nazionalità  Italia
Altezza 169 cm
Calcio 
Ruolo Attaccante
Ritirato 1990
Carriera
Giovanili
1963-1971 Recanatese
Squadre di club1
1971-1973  Camerino 40 (26)
1973-1974 Frosinone 28 (17)
1974-1981 Catanzaro 205 (70)
1981-1982 Napoli 23 (1)
1982-1983 Como 18 (2)
1983-1984 Napoli 19 (1)
1984-1986 Foligno 47 (18)
1986-1990 Catanzaro 126 (45)